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Il brand Italia: cosa funziona e cosa no?

Lo sappiamo: l’immagine dell’Italia all’estero è frutto di un mix tra luoghi comuni e reali problematiche che ci danneggiano, sia nel turismo che in altri ambiti economici.

Esiste un Country Brand Index (Cbi), uno studio sull’immagine di marca dei principali paesi del mondo condotta da FutureBrand e Weber Shandwick e che analizza diversi parametri, dai servizi offerti alle famiglie alla facilità di viaggiare in un determinato paese fino a shopping, ospitalità e storia.

E interessante curiosare per capire, in vista dei lavori di PlaceMaking, cosa è emerso riguardo al Marchio Italia nelle ultime edizioni. Quali sono i punti di forza e quali quelli di debolezza?

Regge ancora bene l’offerta di arte e cultura, in cui siamo indiscutibilmente tra i primi al mondo, insieme a storia, arte, shopping e qualità dei prodotti. Grandi passi avanti anche per il turismo eno-gastronomico e la cucina. 

Cosa non funziona? Rapporto tra qualità e prezzo dei prodotti, ambiente e ospitalità, qualità delle spiagge e, in ambito economico, la possibilità di concludere business nel nostro paese.

Linda Bulgheroni, Managing Director di Weber Shandwick Italia ha detto: «Burocrazia e amministrazione demotivano gli stranieri a caccia di affari in Italia, così come un certo provincialismo culturale e un individualismo autenticamente nostrano che certamente contribuiscono al pregiudizio di immagine».  

E voi, siete d’accordo con quello che emerge dall’indagine?


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  1. indigestioneculturale posted this